Acqua Como - Comitato Provinciale per l*Acqua Pubblica

... insieme per un percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

ANCORA pericolo privatizzazione !

E-mail Stampa PDF

Il governo Monti tenta ancora un colpo di mano sull'acqua riaprendo alla possibile privatizzazione.

Siamo stufi ! Chi mette a rischio la democrazia e non rispetta la costituzione ne pagherà di tasca sua !

E' convocata l'assemblea provinciale il 2 marzo a Como

presso la sala Noseda di via Italia Libera (CGIL)

non mancate !

 

Acqua, Monti fa marcia indietro

E-mail Stampa PDF

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.

È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.

Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.

La mobilitazione del popolo dell'acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.

Roma, 20 gennaio 2012

 

Marco Bersani - Il tuo voto al Referendum del 12-13 giugno è rispettato? L'acqua rimarrà pubblica?

E-mail Stampa PDF

 

 

 

 

Non esiste liberalizzazione del servizio idrico che rispetti i referendum

E-mail Stampa PDF

Basta trucchi e trucchetti, il Governo Monti rispetti il voto popolare

Ormai da giorni il Presidente del Consiglio Monti e i suoi ministri parlano di privatizzazioni alludendo anche ad un intervento sul servizio idrico. Ultimi in ordine di tempo il sottosegretario Polillo secondo cui il referendum è stato “un mezzo imbroglio” e il sottosegretario Catricalà che ha annunciato “modifiche che non vadano contro il voto referendario” alla gestione dell'acqua.

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell'acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

L'applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum chiede, come già fatto e sinora senza risposta, un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nel contempo chiede a tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, ai partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, di prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano. 

Roma, 10 gennaio 2012
--
Luca Faenzi
Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

 

Il ministro che vuole privatizzare l’acqua

E-mail Stampa PDF

6 gennaio 2012

Nonostante il referendum Passera ci pensa

 

La Corte Costituzionale dichiara illegittima la legge regionale sui servizi idrici

E-mail Stampa PDF

Bocciata la legge lombarda: ora Formigoni deve adeguarsi al Referendum per l’acqua pubblica!
Già 300 adesioni all’Appello per cambiare la legge regionale sull’acqua
Milano, 25 novembre 2011 – Con sentenza pubblicata oggi, venerdì 25 novembre, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima le legge regionale della Lombardia sull’acqua!
Come si ricorderà, il ricorso era stato presentato dal Governo Berlusconi, che contestava alcuni passaggi della norma regionale (la n. 26 del 2003, così come modificata dalla L.R. n. 21 del 2010), che riguarda gli affidamenti del servizio idrico. Ora la Consulta ha dichiarato incostituzionale una parte della legge; pertanto nelle prossime settimane la Regione Lombardia dovrà mettere mano alla sua norma.
I Comitati per l’acqua pubblica della Lombardia da sempre contestano i contenuti della legge lombarda, che di fatto prevede ancora la privatizzazione dell’acqua, ignorando la vittoria dei Referendum nazionali del 12 e 13 giugno, che hanno abrogato la norma nazionale (il Decreto Ronchi) che obbligava a mettere a gara la gestione degli acquedotti.
I Comitati chiedono appunto di modificare le due maggiori “storture” contenute nella norma regionale:
- cancellare il riferimento al Decreto Ronchi (che obbliga a privatizzare l'acqua), che non esiste più poiché abrogato dal Referendum nazionale;
- mantenere la titolarità del servizio idrico in capo ai Sindaci, che invece la legge regionale espropria per consegnare il potere di scelta alle Province, sopprimendo le assemblee dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) sostituite con un fantomatico Ufficio d'Ambito provinciale.
A tal proposito, nelle scorse settimane il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica, ha lanciato un Appello per l'acqua pubblica in Lombardia (www.contrattoacqua.it/public/up//News%202011/Acqua_Lombardia_Appello%202011.pdf ), per chiedere le modifiche alla legge regionale. In pochi giorni l’Appello ha già ricevuto più di 300 adesioni, tra cui molti sindaci e associazioni (le adesioni vanno inviate a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).
Come si legge nell’Appello, i Comitati per l’acqua pubblica chiedono di:
- salvaguardare la titolarità dei Comuni nel governo dei servizi idrici, prevedendo forme di partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla gestione dell’acqua;
- garantire la gestione totalmente pubblica dell’acqua, attraverso l’affidamento ad aziende di diritto pubblico di proprietà dei Comuni;
- avviare un confronto politico per la riorganizzazione complessiva del servizio idrico, che va ridefinito quale “servizio di interesse pubblico generale, privo di rilevanza economica”, attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici esistenti in Lombardia, che devono essere amministrati dai Comuni e affidati in gestione ad aziende di diritto pubblico, garantendo il diritto all’acqua secondo principi di solidarietà.
Ora che la Corte Costituzionale ha di fatto bocciato la legge, Formigoni deve cambiare la legge al più presto! - Roberto Fumagalli, Coordinamento Comitati Acqua Pubblica Lombardia

Attachments:
FileFile sizeUltima modifica
Download this file (111125-sentenza-depositata-acqua-lombardia.pdf)111125-sentenza-depositata-acqua-lombardia.pdf161 Kb28/11/2011 20:15
Download this file (Acqua Lombardia - audizione Consiglio 2011.pdf)Acqua Lombardia - audizione Consiglio 2011.pdf113 Kb28/11/2011 20:14
 

APPELLO PER L'ACQUA PUBBLICA IN LOMBARDIA - richiesta adesione

E-mail Stampa PDF

 DownloadDownload

 

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA. I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

E-mail Stampa PDF

PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI

Roma, ore 14.00 - Piazza della Repubblica


 
Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l'uscita dell'acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
 
Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un'inversione di rotta rispetto all'idea del mercato come unico regolatore sociale.
 

Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
 

Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
 

Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.
 

IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO
 
E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE
 
Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
 

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
 

Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.
 

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.

Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.
 
Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.
 


Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.
 

Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.
 


Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.
 

E un futuro diverso per tutte e tutti. 

Leggi tutto...
 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 8

materiale informativo e d'approfondimento

- Nasce l'ufficio d'ambito di Como

- Piano d'Ambito della Provincia di Como - Studio Preliminare

- presentazione dell'avv. Paola Brambilla (presidente di WWF Lombardia) sugli effetti dei referendum sul SII e sui possibili affidamenti

- un documento riassuntivo sulla gestione del SII con dati attuali della provincia

il percorso fino ad oggi

La legge d'iniziativa popolare

 

segreteria

Chatta con me

scrivi a: Comitato@acquacomo.it

applicativi sviluppati da Noerus - dominio offerto da AltraComo

 eventi in provincia e non solo ...

Condividi questa pagina sui SocialWeb

Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin 

Calendario

studio territoriale captazioni e distribuzioni

Il comitato attraverso la sezione Alto Olgiatese, inizia una raccolta dati che riguardano captazione e distribuzione dell'acqua ad uso potabile. Dati che verranno utlizzati e studiati, serviranno per fare eventuali proposte in merito inoltre saranno pubblici sul sito. Di seguito i documenti che stiamo distribuendo in questi giorni, per quanto riguarda il formulario, lo mettiamo a disposizione in formato word, per agevolarne la compilazione degli uffici competenti

DownloadDownload formulario dati richiesti

Flashmob in Pizza Cavour

 segnala le tue foto on line

o inviale a

faggiano.raffaele@tin.it

i link:

La Provincia

Altracomo

Ecoinformazioni

 

17/18 Settembre all'Isola che c'è

 

 

 

 

Chi c'è on line

 6 visitatori online